Quando la sinergia agroalimentare produce risultati

Ecco esempio della ricerca di nuove opportunità di business e del risultato che può generare.  Handsome Carver’s Italia è l’unica azienda che produce crema di arachidi 100%italiane. Le applicazioni agroalimentari di questa crema frutto di coltivazione di tipo organico, sono numerose. Tra queste c’è la possibilità di impiegare la crema come ingrediente per la preparazione di biscotti e dolci.

Ping promuove l’azienda da diverso tempo. Proprio grazie alla ricerca di nuove opportunità di business, Ping è riuscita a mettere in contatto Handsome Carver’s con Fidani Food (azienda abruzzese che produce biscotti e dolci con metodo artigianale ed elevata qualità) che poi, a distanza di molti mesi di feed-back da parte di Ping, ha deciso di far un test di laboratorio con la crema di arachidi per la preparazione di alcuni biscotti. Il risultato è stato soddisfacente a tal punto che Fidani ha vinto un importante premio all’estero per i suoi biscotti con crema di arachidi, aprendo per Handsome carver’s nuovi orizzonti di business e portando un cliente che, se fidelizzato, potrà portare ad anni di proficuo rapporto commerciale.  Tutto questo senza proclami e con un lavoro umile e appassionato da parte di tutti gli attori di questo piccolo successo.

Questo ci dice due cose: Uno, che ci vuole del tempo perché le ricerche di nuovi business producano dei risultati, un tempo che spesso travalica le contingenze della vendita tradizionale (che pur deve andare avanti). Due, occorre che le piccole o medie aziende agroalimentari di eccellenza, possano uscire dalle logiche della distribuzione di prodotto tradizionale per innovare o rinnovare il proprio modo di concepire il prodotto, diversificandolo nel suo sviluppo ed investendo anche in questo senso.

Rapportato ad Handsome Carver’s potrebbe significare, e il segnale di Fidani food è abbastanza eloquente, che la sua crema di arachidi da prodotto prevalentemente destinato al consumo al privato attraverso una rete di dettaglianti, diventi un prodotto industriale con implicazioni Business to business.

Cheese 2017 – I 20 anni della manifestazione di Slow Food dedicata ai formaggi

Oltre 300.000 visitatori presenti nel weekend dedicato ai formaggi di alta qualità a Bra (CN) nella manifestazione Cheese 2017.

Anche noi di Ping eravamo presenti alla manifestazione per trovare nuovi prodotti per i nostri clienti del settore ho.re.ca., e presto avremo delle novità a catalogo… Ma ora descriviamo come è andata:

La prima edizione di Cheese riservata ai produttori a latte crudo (ad eccezione del gorgonzola) è una scommessa vinta. Lo conferma il presidente di Slow Food Italia Gaetano Pascale: «Gli operatori del settore hanno sposato questa filosofia produttiva. Siamo solo all’inizio di un percorso ancora lungo e complesso, che si tratta ora di comunicare bene: l’etichetta dovrebbe essere lo strumento per farlo».

«Possiamo già dire che l’undicesima edizione di Cheese è stata la più riuscita non solo per i numeri, ma anche per la qualità e la determinazione con cui abbiamo portato avanti le nostre scelte» ribadisce il presidente di Slow Food Carlo Petrini, per il quale «la scelta di riservare gli spazi espositivi ai formaggi a latte crudo è stata coraggiosa e ha pagato». Ma c’è soprattutto un dato politico da sottolineare: «È la prima edizione che realizziamo senza il miserere di un disastro in campo lattiero-caseario. Negli anni passati facevamo la conta dei caseifici chiusi, dei continui ribassi del latte a prezzi ridicoli. Qualcosa è cambiato, e se è avvenuto è anche per merito di chi ha accettato la sfida dell’etichettatura».

Dall’aprile di quest’anno, infatti, l’indicazione dell’origine della materia prima è obbligatoria per i prodotti lattiero-caseari. Un risultato fortemente voluto dal ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina che a Bra rivendica il senso di questa battaglia, condotta dall’Italia anche a rischio di incorrere in una procedura d’infrazione da parte dell’Unione Europea. L’introduzione dell’indicazione di origine in etichetta, già portata avanti con successo anche per il riso, per la filiera del grano e per la pasta, verrà ora replicata anche nella filiera del pomodoro, annuncia Martina.

Dal canto suo Slow Food non può che auspicare che il lavoro avviato prosegua negli altri campi dell’agroalimentare: «L’indicazione di origine italiana risponde a due esigenze, – continua Petrini – da un lato la necessità di assicurare che le norme igieniche del nostro Paese, giustamente rigorose, non vengano scavalcate da quelle meno rigorose di altri Paesi. Dall’altro quella di richiamare l’attenzione sulla necessità di salvaguardare ambiente e paesaggio». Questo è l’argomento della campagna Menu for Change che Slow Food ha lanciato a livello mondiale proprio a Cheese 2017: «La produzione alimentare che viaggia troppo è un elemento centrale del cambiamento climatico: rivalutare le produzioni locali e il territorio è la risposta decisiva».

Ecco i “numeri” di Cheese 2017:

Stimate in totale oltre 300000 presenze durante la manifestazione. Ovviamente non è possibile stimare il numero di stranieri tra il pubblico. Sicuro è che il 50% dei partecipanti agli eventi su prenotazione è arrivato da fuori Italia; nella Gran Sala dei Formaggi ed Enoteca l’affluenza degli appassionati non italiani è stata considerevole; Infine, la grande rete di Cheese, fatta oltre che di casari, allevatori e affinatori, anche di esperti, buyer ed estimatori, ha permesso a questa undicesima edizione di superare la soglia dei 50 Paesi dei 5 continenti, dagli Stati Uniti (Paese a cui abbiamo dedicato il focus quest’anno) a Hong Kong, dall’Iran alla Georgia, dal Sudafrica al Brasile. Internazionalità cui ha risposto come non mai la stampa, con la presenza per la prima volta di giornalisti della Cnn e dell’Associated Press per seguire la partecipazione degli statunitensi, e dell’agenzia di stampa Efe che ha coperto i delegati e produttori dell’area spagnola e latinoamericana.

Cheese inoltre è ormai diventato il punto di riferimento internazionale anche per il mondo degli affineurs (coloro che acquistano formaggi e li fanno maturare cambiandone gusto) e dei selezionatori, (coloro che acquistano per poi completare la stagionatura), la cui via dedicata è stata una delle aree più frequentate della manifestazione.

Cheese è il posto giusto in cui essere non solo per farsi conoscere dal pubblico, ma anche per incontrare venditori e formaggiai e stringere nuovi accordi. Oltre all’esperienza del b2b di Food Mood, i buyer hanno battuto ogni bancarella del Mercato e della Via dei Presìdi ed esplorato nuovi orizzonti: per la prima volta a Cheese, infatti, sono venuti anche distributori interessati ai 34 microbirrifici ospitati nella Piazza della Birra, occasione unica per assaggiare (e acquistare) tutta la varietà brassicola italiana e non solo.

Arrivederci al 2019 …

8 marzo 2017 – Ping Innovazione agroalimentare intervistata dalla rivista BiMag (Business International Magazine)

14/12/2016 Vicenza – 4° Edizione del convegno di E-commerce Strategies: “I 7 Vizi Capitali dell’eCommerce”

25/11/2016 Cremona – Convegno “Food tourism, food lover & food blogger: il cibo come motivazione di viaggio. Opportunità per l’imprenditoria femminile”